DL RISTORI: Misure per lo svolgimento del processo tributario

Il “Decreto Ristori” stabilisce, tra l’altro, le modalità di svolgimento del processo tributario durante il periodo di emergenza da Covid-19, attualmente individuato fino al 31 gennaio 2021, nelle zone dove sussistano divieti, limiti, impossibilità di circolazione conseguenti al predetto stato di emergenza.

Secondo il testo (in bozza) del “Decreto Ristori” in fase di pubblicazione, fino alla cessazione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da Covid-19, ove sussistano divieti, limiti, impossibilità di circolazione su tutto o parte del territorio nazionale conseguenti al predetto stato di emergenza ovvero altre situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica o dei soggetti a vario titolo interessati nel processo tributario, lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali e delle camere di consiglio con collegamento da remoto è autorizzato, secondo la rispettiva competenza, con decreto motivato del presidente della Commissione tributaria provinciale o regionale da comunicarsi almeno 5 giorni prima della data fissata per un’udienza pubblica o una camera di consiglio.
I decreti possono disporre che le udienze e le camere di consiglio si svolgano anche solo parzialmente da remoto, ove le dotazioni informatiche della giustizia tributaria lo consentano e nei limiti delle risorse tecniche e finanziarie disponibili.
In tutti i casi in cui sia disposta la discussione da remoto, la segreteria comunica alle parti, di regola, almeno 3 giorni prima della trattazione, l’avviso dell’ora e delle modalità di collegamento.
Si dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti, anche ai fini della disciplina sulla protezione dei dati personali.
I verbali redatti in occasione di un collegamento da remoto e i provvedimenti adottati in esito a un collegamento da remoto si intendono assunti presso la sede dell’ufficio giudiziario.

In alternativa alla discussione con collegamento da remoto, le controversie fissate per la trattazione in udienza pubblica, passano in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti non insista per la discussione, con apposita istanza da notificare alle altre parti costituite e da depositare almeno 2 giorni liberi anteriori alla data fissata per la trattazione.
I difensori sono comunque considerati presenti a tutti gli effetti.
Nel caso in cui sia chiesta la discussione e non sia possibile procedere mediante collegamento da remoto, si procede mediante trattazione scritta, con fissazione di un termine non inferiore a 10 giorni prima dell’udienza per deposito di memorie conclusionali e di 5 giorni prima dell’udienza per memorie di replica.
Nel caso in cui non sia possibile garantire il rispetto dei termini di cui al periodo precedente, la controversia è rinviata a nuovo ruolo con possibilità di prevedere la trattazione scritta nel rispetto dei medesimi termini.
In caso di trattazione scritta le parti sono considerate presenti e i provvedimenti si intendono comunque assunti presso la sede dell’ufficio.

I componenti dei collegi giudicanti residenti, domiciliati o comunque dimoranti in luoghi diversi da quelli in cui si trova la commissione di appartenenza sono esonerati, su richiesta e previa comunicazione al Presidente di sezione interessata, dalla partecipazione alle udienze o camere di consiglio da svolgersi presso la sede della Commissione interessata.

Salvo quanto previsto in precedenza, le modalità di svolgimento delle udienze da remoto sono disciplinate ai sensi dell’articolo 16 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge dicembre 2018, n. 136.

DL Ristori: contributo a fondo perduto per il nuovo lockdown

Previsto un contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici e alle imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessati dal nuovo lockdown.

Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici

L’art. 1 del Decreto Ristori ha riconosciuto un contributo a fondo perduto per i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività prevalente nell’ambito dei settori economici che sono oggetto delle limitazioni previste dai decreti del Presidente del Consiglio emanati nel mese di ottobre 2020 al fine di contenere la diffusione dei contagi da Covid-19, esponenzialmente cresciuti nel corso di questi ultimi mesi.

Tali settori economici sono individuati da seguenti codici ATECO:

– 561011 – Ristorazione con somministrazione;

– 561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole;

– 561030 – Gelaterie e pasticcerie;

– 561041 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti;

– 561042 – Ristorazione ambulante;

– 562100 – Catering per eventi, banqueting;

– 563000 – Bar e altri esercizi simili senza cucina;

– 591400 – Attività di proiezione cinematografica;

– 823000 – Organizzazione di convegni e fiere;

– 900400 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche;

– 931110 – Gestione di stadi;

– 931120 – Gestione di piscine;

– 931130 – Gestione di impianti sportivi polivalenti;

– 931190 – Gestione di altri impianti sportivi nca;

– 931200 – Attività di club sportivi;

– 931300 – Gestione di palestre;

– 931910 – Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi;

– 931999 – Altre attività sportive nca;

– 932100 – Parchi di divertimento e parchi tematici;

– 932910 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili;

– 932930 – Sale giochi e biliardi;

– 932990 – Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca;

– 960410 – Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali);

– 960420 – Stabilimenti termali;

– 960905 – Organizzazione di feste e cerimonie;

– 551000 – Alberghi;

– 552010 – Villaggi turistici;

– 552020 – Ostelli della gioventù;

– 552030 – Rifugi di montagna;

– 552040 – Colonie marine e montane;

– 552051 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence;

– 552052 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole;

– 553000 – Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte;

– 559020 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero;

– 493901 – Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano;

– 773994 – Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi;

– 799011 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento;

– 799019 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca;

– 900101 – Attività nel campo della recitazione;

– 900109 – Altre rappresentazioni artistiche;

– 900201 – Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli;

– 900209 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche;

– 920009 – Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo);

– 949920 – Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby;

– 949990 – Attività di altre organizzazioni associative nca.

Al fine di rendere quanto più rapida possibile la corresponsione del contributo, il nuovo decreto stabilisce che la somma venga accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del Decreto Rilancio, parametrando la somma da corrispondere ad una percentuale della somma già corrisposta in precedenza, il cui valore era stato determinato sulla base del calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019.

Di fatto, il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si deve far riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

Il contributo viene riconosciuto anche ai soggetti che non erano riusciti a presentare l’istanza del cit. art. 25 del Decreto Rilancio nel corso dei 60 giorni individuati dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020. In tal senso, l’Agenzia delle entrate riaprirà il canale web per consentire solo a tali soggetti di presentare la predetta istanza e, successivamente, calcolare la quota di contributo spettante sulla base dello stesso parametro utilizzato per i soggetti che avevano già ricevuto il precedente contributo.

L’ammontare del contributo non può superare 150.000 mila euro e, per coloro che hanno attivato la partita IVA dopo il 1° gennaio 2019 o avevano il domicilio fiscale o la sede operativa in comuni totalmente montani colpiti da evento calamitoso con stato di emergenza ancora in corso al 31 gennaio 2020, viene comunque riconosciuta una quota minima di contributo.

Il contributo spetta anche alle imprese operanti nei settori ricreativo e dell’intrattenimento, nonché dell’organizzazione di feste e cerimonie.

Non possono invece accedere al ristoro i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° novembre 2020 e quelli che hanno cessato la partita IVA alla data del 25 ottobre 2020.

Contributo a fondo perduto per le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura

L’art. 8 del Decreto Ristori ha previsto l’istituzione di un fondo, con una dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2020, finalizzato a sostenere le imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessate dalle conseguenze negative connesse all’adozione delle misure di contenimento della diffusione dell’epidemia da “Covid-19”. Il sostegno viene effettuato mediante la concessione di contributi a fondo perduto, riconosciuti alle suddette imprese nel limite complessivo di spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2020, a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di novembre 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di novembre 2019. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei suddetti requisiti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.

DL RISTORI: rinvio scadenza 770/2020

Dopo l’annuncio del Vice Ministro Misiani, intervenuto al Festival del Lavoro del 23 ottobre 2020, la proroga della scadenza del Modello 770/2020 trova posto nel “Decreto Ristori”.

Il termine ordinario per la trasmissione telematica del modello 770 è fissato al 31 ottobre.
Quest’anno, siccome il 31 ottobre cade di sabato, la scadenza per l’invio del Modello 770/2020 relativo ai redditi 2019 è slittata automaticamente al 2 novembre 2020 (primo giorno lavorativo successivo, ai sensi dell’art. 7, co. 1, lett. h) del D.L. n. 70/2011.
Tuttavia, la coincidenza del termine previsto per l’invio del modello 770/2020 con quella per la trasmissione delle domande di CIGO, CIGD, ASO e CISOA (31 ottobre 2020) ha costretto i Consulenti del Lavoro a chiedere una proroga della scadenza di presentazione del modello 770/2020.
Dopo l’annuncio del Vice Ministro Misiani, intervenuto al Festival del Lavoro del 23 ottobre 2020, circa la volontà di accogliere la richiesta di proroga e la necessità di trovare uno strumento normativo adeguato, visti i tempi ridotti, la proroga trova spazio nel “Decreto Ristori” (in fase di pubblicazione).
Secondo il testo (in bozza) del “Decreto Ristori”, la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Modello 770), relativa all’anno di imposta 2019 sarà consentita fino al 10 dicembre 2020, senza l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 7-bis del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.